Bastien Tronchon (Groupama FDJ – United): Il vincitore che non ti aspetti. Il francese trova un importante successo di tappa in una giornata con diversi corridori di primissima fascia che avevano segnato questa frazione tra gli obiettivi della corsa. Dopo le critiche ricevute nel corso di questa stagione, la Groupama FDJ-United corre in maniera esemplare e riesce a portare il proprio velocista nella posizione migliore là dove conta davvero. Lui, poi, ha il grande merito di metterci la potenza giusta per non lasciare spazio alla rimonta degli altri, mettendo la propria ruota davanti per qualche centimetro. Alle sue spalle Cort, Nys e Van Aert, tre corridori di grande livello su un finale di questo tipo: così vale ancora di più.
Thibau Nys (Lidl-Trek): Prima dell’inizio della corsa aveva anticipato che la prima settimana sarebbe stata solo sopravvivenza, poi con il passare dei giorni avrebbe capito le sue possibilità. Oggi dimostra di avere grosse chance di lottare per una vittoria di tappa, cogliendo un bel terzo posto. Non era scontato che potesse essere della lotta in una tappa con 1200 metri di dislivello, buona parte dei quali concentrati nella parte finale, e in una volata di gruppo così caotica, in cui era importante tenere le prime posizioni nel finale. Questo podio è un incoraggiamento per la seconda metà.
Alessandro Romele (XDS Astana Team): Non è più una sorpresa, avete ragione. Ma cogliere la top 5 anche nella tappa di oggi, che richiedeva un certo tipo di esperienza e di capacità di muoversi in gruppo, è un’ulteriore conferma della crescita di questo ragazzo. Al di là dei tanti piazzamenti, si sta facendo notare proprio per la generosità con cui gestisce la corsa: in fuga in una tappa di montagna, oggi parte un po’ lungo nello sprint e finisce per fare da riferimento a Tronchon e gli altri big. L’idea però non era così sbagliata e probabilmente se non fosse partito lui, Azparren avrebbe fatto il colpaccio.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike): Il quarto posto non può essere abbastanza per il belga, uno dei grandi favoriti della giornata. In una Vuelta in cui in diverse volate si deve mettere a disposizione di Brennan, il vincitore della Parigi-Roubaix dev’essere più spietato nello sfruttare le occasioni in cui il compagno di squadra britannico non riesce a rimanere al passo con i migliori. Allo sprint rimane invece un po’ chiuso, venendo battuto da tre corridori sicuramente veloci, ma sulla carta meno forti di lui su un arrivo di questo tipo. E intanto la vittoria è ancora rimandato.
Mads Pedersen (Lidl-Trek): Il secondo posto a Xeraco forse ci aveva illuso di poterlo vedere protagonista, magari proprio con una vittoria di tappa. Invece il danese non si fa mai vedere nella fase decisiva della tappa e anzi viene staccato sulla salita finale, per concludere mestamente a 12 minuti. A inizio corsa qualcuno ipotizzava che potesse provare la doppietta nella classifica a punti, dopo il recente successo al Tour: con la condizione che ha, soprattutto nelle salite, gli resta da tentare il successo di tappa. E non è detto che arrivi.
Ethan Hayter (Soudal Quick-Step): Passaggio a vuoto per uno dei grandi mattatori della prima settimana, possibile outsider nell’arrivo odierno. Il britannico perde le ruote del gruppo principale ben prima che si entri nel vivo e non può quindi giocarsi le proprie carte nel finale. Il timore è che possa aver speso troppo nei primissimi giorni e inizi già a pagare il conto. Se così fosse, però, sarà difficile vederlo di nuovo nel vivo dell’azione. Speriamo sia solo un passaggio a vuoto figlio anche del giorno di riposo.
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